Psicosintesi

Psicosintesi

Cos’è la psicosintesi

La psicosintesi è un modello psicologico nato agli inizi del novecento per opera dello psichiatra veneziano Roberto Assagioli. Nata dai presupposti della psicanalisi freudiana, questa particolare ‘concezione dinamica della vita psichica’, come la definì il suo ideatore, se ne è poi discostata per aprirsi agli orientamenti della psicologia umanistica, esistenziale e transpersonale.

Ricca di contributi di numerose correnti psicologiche occidentali, ma anche di apporti delle filosofie e delle discipline orientali, questa specifica visione dell’uomo e dell’esistenza vede l’individuo come un’unità di componenti biologiche, psicologiche e spirituali e mira ad affiancare e a sostenere la naturale spinta all’autorealizzazione psico-spirituale attraverso un processo consapevole d’integrazione e armonizzazione della personalità e di apertura al Sé transpersonale.

Sulla scia di Jung, Assagioli intese il suo metodo come un approccio fondamentalmente rivolto alla crescita, non tanto o non solo, quindi, come un procedimento teso alla liberazione dalla sofferenza nevrotica, alla cura della patologia, ma anche e soprattutto come il proseguimento di questo processo. Un metodo quindi che prevedesse la possibilità di affiancare a un percorso guidato la possibilità di un cammino autodeterminato e auto-formativo, orientato allo sviluppo della personalità individuale secondo la propria inclinazione naturale.
Come Jung, Assagioli sviluppò la convinzione che a un processo di analisi dovesse seguire un percorso intenzionale di sintesi volto al raggiungimento della pienezza del potenziale umano, all’ampliamento della sfera della coscienza e all’elevazione spirituale. Questa idea lo portò a focalizzarsi su una prassi attiva e consapevolizzante, volta all’integrazione della molteplicità e della frammentazione delle forze psichiche intorno a un centro unificatore per mezzo di una volontà individuale ben formata (psicosintesi personale) e all’apertura alla trascendenza e alle dimensioni più elevate della psiche (psicosintesi transpersonale).

Psicosintesi e counseling

Il percorso psicosintetico, sintetizzabile nel motto ‘Conosci te stesso, possiedi te stesso, trasforma te stesso’ consiste nel ripercorrere e approfondire più e più volte queste tre fasi, per promuovere un cammino che smorzi il condizionamento delle esperienze negative passate e rafforzi l’io in quanto centro di coscienza e volontà, facilitando così l’espressione autentica di sé in un presente sempre più creato e sempre meno subìto.

Chi sceglie di avvalersi del counseling psicosintetico non accusa disagi psicologici importanti, avverte però il bisogno di diradare la nebbia di un’insoddisfazione di fondo, di crescere e migliorarsi, di portare un nuovo ordine nel quotidiano, di realizzare nuovi progetti, di ricercare senso e significati legati alla propria esperienza, di ridare spessore a valori dimenticati e di ricrearne di nuovi, trovando o ritrovando una pienezza del vivere. E il counselor psicosintetico raccoglie queste istanze e crea uno spazio relazionale protetto in cui offre contemporaneamente ascolto empatico e stimoli per una visione più ampia di sé e delle proprie possibilità. In particolare, incoraggia il cliente ad approfondire l’auto-consapevolezza, ad attivare la creatività latente, a mettere a frutto la propria conoscenza e soprattutto a rafforzare la volontà intesa come forza aggregante e attualizzante, che permette di allineare motivazioni, valori e comportamenti, di tradurre intenzioni in scelte effettive e progetti concreti, di trasformare obiettivi in risultati.

Questo ‘insieme di metodi di azione psicologica’, come lo definì Assagioli è uno strumento di lavoro concreto che si avvale di un repertorio di tecniche molto ricco volto a favorire l’evoluzione sia personale, sia transpersonale. Molte delle tecniche utilizzate sono specifiche della psicosintesi, altre sono mutuate da scuole psicologiche e approcci diversi, sia occidentali sia orientali. Tra queste, il counselor sceglie, di volta in volta, le tecniche più adeguate alla persona e al momento.

Questo repertorio comprende tecniche di rilassamento, autobiografia e uso del diario, analisi critica, inventario delle componenti della personalità, uso del disegno libero, tecniche di sviluppo dell’attenzione e dell’osservazione, tecniche di evocazione sensoriale, uso della musica, dialogo interno, pratiche di dis-identificazione e auto-identificazione, tecniche di sviluppo della volontà, tecniche di allenamento della creatività, visualizzazione, meditazione (compreso l’esercizio del modello ideale), uso dei simboli, metodi di trasmutazione dell’energia e cambiamento di stato (per es. tecniche di trasformazione della rabbia o ancora di evocazione dell’accettazione),  uso del silenzio, uso delle affermazioni, e altre ancora.

Non guasta mai ri-sottolineare che nel counseling di psicosintesi, come in qualunque altra forma di counseling, il vero catalizzatore della crescita e del cambiamento del cliente non è l’insieme delle tecniche usate, bensì la relazione umana: il rispetto, la qualità di presenza e l’empatia che il counselor porta nell’incontro. Le tecniche rappresentano un ausilio secondario certamente utile, che il cliente apprende nella relazione di counseling e che col tempo impara ad utilizzare da sé. Ma il vero motore del cambiamento è la considerazione positiva del counselor verso il suo cliente, il suo interesse per la sua situazione specifica e per la sua domanda, la sua capacità di ascolto non giudicante. E non da ultimo la sua fiducia nelle potenzialità del cliente, nella capacità di trovare da sé le sue risposte, di effettuare scelte, modificare atteggiamenti e farsi protagonista e fautore del cambiamento necessario al suo benessere e al suo cammino evolutivo.