Pratica viniyoga. Respiro e âsana

Pratica viniyoga. Respiro e âsanaLe implicazioni del respiro

Perché nella pratica viniyoga respiro e âsana vengono considerati inscindibili? Perché il respiro gioca un ruolo così importante nella pratica di âsana?
Il ritmo e l’andamento del respiro di ciascuno di noi varia in funzione dei bisogni dell’organismo: si modifica a seconda che il corpo si trovi in condizioni di riposo o sotto sforzo, oppure in risposta ai mutamenti nell’equilibrio acido-basico del sangue, e così via.

Ma il respiro non cambia soltanto sulla base di ciò che accade al corpo. Si modifica anche al variare delle condizioni mentali e degli stati emotivi di ciascuno di noi.

Respiro e mente sono intimamente connessi: una mente concentrata e una mente distratta non comportano lo stesso tipo di respiro. E qualunque emozione e stato interiore si ripercuote sul respiro, modificandolo e caratterizzandolo. Felicità o dolore, ansia o rilassamento, rabbia o calma, preoccupazione o fiducia mutano il respiro, rendendolo più o meno profondo o superficiale, veloce o lento, irregolare o regolare, spostandone il movimento verso il torace o verso l’addome.

Come una cassa di risonanza, il respiro evidenzia e rivela all’osservatore attento il vibrare delle emozioni, il variare delle condizioni fisiche, l’alternanza di vissuti interiori del suo interlocutore.

Il respiro influenza la mente

La “scoperta” interessante riguardo a tutto ciò è che la relazione mente-respiro è una relazione a doppio senso e che così come la mente influenza il respiro, questo, a sua volta, è in grado d’influenzare la mente. Poiché il respiro non è regolato soltanto dal sistema nervoso autonomo, ma può essere modificato e controllato in modo volontario, disponiamo di uno strumento potente per influenzare positivamente la mente.

L'intera scienza del respiro, nello yoga, si regge su questa realtà: modificando il respiro, possiamo modificare gli stati emotivi e gli stati di coscienza. Un respiro lento, profondo, sottile, regolare ha il potere di focalizzare l’attenzione e di portare maggiore stabilità emotiva.
Da qui, l’importanza delle regolazione del respiro, non soltanto all’interno della specifica pratica dedicata al respiro, al suo allungamento e al suo controllo, il prânâyâma, ma anche del lavoro posturale dello yoga: la pratica di âsana.

La pacificazione della mente può essere indotta, nella pratica di âsana, dalla lentezza dei movimenti, dall’immobilità delle posizioni e soprattutto da uno stato di unità tra mente e corpo. Ma per quanto fondamentali, lentezza, immobilità e concentrazione sul corpo necessitano di ulteriori apporti per portare cambiamenti profondi nel nostro stato interiore. E non c’è nulla come il respiro che possa incidere in modo positivo e profondo sui nostri stati di coscienza. 

Pratica viniyoga. Respiro e âsana

Ecco perché nella pratica viniyoga, respiro e âsana sono due facce della stessa medaglia, ecco perché la respirazione lenta e profonda è considerata una componente imprescindibile della pratica di âsana.

La regolazione del respiro in âsana, poi, svolge un ruolo di attivatore e potenziatore degli effetti - sul piano energetico - dei movimenti e delle posizioni yoga: esercita quindi un ruolo di primo piano nel preservare e rafforzare la salute.

Nell’approccio viniyoga, l’ascolto e la regolazione del respiro sono quindi considerati parte integrante del lavoro posturale: la pratica di âsana contiene già in sé la pratica del prânâyâma e quest’ultima altro non rappresenta se non la prosecuzione, l’affinamento e il pieno compimento del lavoro sul respiro iniziato in âsana.

Senza l’affinamento della respirazione in âsana, poi, il prânâyâma mancherebbe della preparazione necessaria. Così come un atleta si scalda prima di una gara, allo stesso modo, una buona pratica di âsana porta naturalmente a un prânâyâma di qualità, con evidenti effetti di pacificazione e stabilizzazione mentale per la vita di tutti i giorni.

E per coloro che vogliono proseguire lungo il cammino tracciato da Patañjali, un buon lavoro di affinamento e di controllo del respiro resta la migliore “officina di preparazione” e uno strumento imprescindibile per portare la mente verso la meditazione profonda.