Yoga: praticare la consapevolezza, praticare il benessere (2). Fiducia e saggezza

Patañjali, l’autore dello Yoga-sûtra, nell’aforisma 20 del I libro, identifica nella fiducia il carburante necessario a realizzare lo stato di yoga, o, detto altrimenti, lo stato di concentrazione.

L’aforisma in questione recita: Shraddhâ vîrya smriti samâdhiprajnâ pûrvaka itareshâm - ‘Per coloro che non sono nati nello stato di yoga (sottinteso: è possibile realizzare questo stato) grazie alla fiducia. La fiducia genera l'energia, che rinforza la memoria, che conduce verso la conoscenza risultante dalla concentrazione profonda. E Vyâsa - uno dei più grandi commentatori dello Yoga-sûtra - nel suo commento all’aforisma in questione afferma: ‘La fiducia protegge e sostiene lo yogi, come una madre.’

Di quale fiducia si tratta? Prima di tutto della fiducia in se stessi, nelle proprie capacità e nella propria determinazione, che genera e rafforza la convinzione di essere gli artefici della propria vita e di avere quindi molto potere nelle proprie mani. E poi della fiducia che l’aiuto possa arrivare anche dalla vita. Ma ovviamente non si può confidare nella vita se prima non si confida in se stessi: credere in se stessi è il presupposto per qualunque altra forma di fiducia.

La convinzione di essere meritevoli di benessere e la persuasione che il cambiamento positivo possa attuarsi nel qui e ora e non sia destinato ad essere procrastinato perennemente, spinge ad agire ora: l'azione, l’allenamento e l’esperienza procurano nuove competenze, generando, in un circolo virtuoso, nuova fiducia. Spesso l’abitudine a rinviare si origina, oltre che nella mancanza di amore per sé, proprio nella mancanza di fiducia in se stessi, provocando catene di opportunità mancate e indebolendo, in un circolo vizioso, l’autostima.

È la fiducia (shraddhâ) che produce l’energia (vîrya) necessaria a promuovere e a sostenere cambiamenti nella propria vita, che procura il coraggio d’intraprendere strade in salita (perché poi, più in alto, la visuale è migliore e l’aria è più leggera…). È la fiducia che attiva la volontà e genera la determinazione, l’organizzazione e la disciplina necessarie a muovere passi effettivi verso ciò che si è scelto di raggiungere, nello specifico, il rafforzamento della concentrazione e della consapevolezza, con tutti i suoi frutti.

E’ l’energia generata dalla fiducia che garantisce la presenza della memoria (smrti), quel ricordare dove si vuole andare, cosa si vuole realizzare, quel riconnettersi con le proprie motivazioni per mantenere la direzione scelta. E insieme, quel ricordare i mezzi disponibili per muoversi verso i propri obiettivi, mezzi appresi e affinati nell’ambito dell’insegnamento dello yoga (e in qualunque contesto d’insegnamento) e attraverso le esperienze quotidiane. (Alcuni di questi mezzi verranno menzionati nei post successivi).

E’ dunque la memoria che consente di ricordarsi di non essere meccanici in ciò che si fa, di non ripercorrere per forza dell’abitudine vecchi sentieri che in passato hanno portato in luoghi indesiderati, che spinge ad essere attenti, consapevoli, concentrati, in modo da sviluppare chiarezza. Chiarezza su di sé e sul proprio essere nel mondo. Chiarezza per fare scelte più realistiche e intraprendere azioni più creative. Chiarezza per evolvere e per vivere meglio. Sono l’energia e la memoria nate dalla fiducia che aiutano a mantenersi in uno stato di ‘concentrazione verso la saggezza’ (samadhiprajna).