Yoga: praticare la consapevolezza, praticare il benessere (4). Il corpo che medita

L’attenzione e la consapevolezza sono prerogativa esclusiva della mente? Lo yoga sostiene ovviamente di no. Lo stato di concentrazione riguarda l’interezza di mente-corpo. Prima di parlare della concentrazione, lo Yoga-sûtra espone i principi delle pratiche corporee (âsana) e respiratorie (prânâyâma): prende in considerazione il corpo e il respiro, perché la calma della mente è legata al rilassamento del corpo e alla tranquillità del respiro.

  1. Come una luce che si posa sulle cose, e avvolgendole le illumina, la mente che “si posa” su ciò che c’è nel qui e ora è una mente che si è liberata da ciò che l’appesantisce inutilmente: la distrazione e il torpore da una parte (tamas), l’agitazione e la tensione dall’altra (rajas). Una buona attenzione è fatta di vigilanza e rilassamento insieme. Ma la mente non può essere tranquilla se il corpo è agitato, e non può essere vigile se il corpo è in uno stato di torpore. L'attenzione e la consapevolezza sono quindi sostenute da uno stato di equilibrio del corpo. 
  2. Un’ulteriore premessa e strumento imprescindibile per realizzare uno stato di calma-attenzione è il respiro. Mente e respiro si influenzano a vicenda e calmare e disciplinare il respiro aiuta a calmare e a stabilizzare la mente. Nell'Hatha Yoga Pradîpikâ ( II.2) si afferma che Prâna (l’energia vitale e il respiro) e mente sono intimamente legati: come si muove Prâna, si muove la mente e viceversa. Se l’energia vitale e il respiro sono agitati, la mente e agitata, se si calmano, si calma anche la mente. L’attenzione e la concentrazione si generano e si rafforzano grazie a un respiro disciplinato e tranquillo. 
  3. Lo yoga afferma che mente e sensi sono strettamente collegati: la dispersione sensoriale crea distrazione e agitazione mentale; viceversa, nello stato che viene chiamato pratyâhâra, i sensi possono entrare a far parte del flusso orientato dell’attenzione per sostenere e potenziare la concentrazione. A questo proposito, Vyâsa, il grande commentatore dello Yoga-sûtra (comm. a Y.S. II.54) dice: “Quando la regina delle api vola, le api volano, quando la regina si posa, le api si posano; allo stesso modo, i sensi si placano e vengono messi sotto controllo quando la mente è calma e concentrata.” Si tratta di essere attenti, recettivi, aperti a ciò che si manifesta nel momento presente non solo con la mente, ma anche con un corpo che partecipa, che sente, con dei sensi che ricevono

Non c’è dubbio, allora, che l’attenzione riguarda l’interezza del nostro essere e che coltivare la presenza mentale non può prescindere dall’implicazione del corpo. Ed è portando corpo e mente al centro del nostro fare, nel cuore del nostro fare, che possiamo crescere nella consapevolezza e vivere con maggiore pienezza.