Che cos’è la Comunicazione Nonviolenta (CNV)

Comunicazione Nonviolenta: bisogni, forze di vita

Anche se l’espressione che la designa non lo dice, la Comunicazione Nonviolenta (CNV) non riguarda solo la comunicazione: è un’arte di stare al mondo, di relazionarci con noi stessi e con gli altri.
Ero già passata accanto a quest’arte semplice e preziosa alcuni anni fa, distrattamente. Come quando, seduti su un treno, si guarda fuori del finestrino lasciando che le immagini scorrano veloci, senza farsene toccare.

Ci sono incappata nuovamente meno di un anno fa - nell’estate del 2020 - e sono rimasta piacevolmente intrappolata nelle sue maglie soffici e accoglienti. Maglie…paradossalmente liberanti!
La CNV è una bellissima scoperta.

Ideata da Marshall B. Rosenberg, la Comunicazione Nonviolenta - o comunicazione empatica - è molte cose.

È una risorsa che c’invita a ‘sederci con noi stessi’ e che ci porta ad una conoscenza più approfondita del nostro mondo interiore e in particolare di quelle forze vitali che stanno alla base del nostro sentire e del nostro agire: i bisogni.
La CNV ci insegna anche a ‘sederci con l’altro’ per ascoltarlo e comprenderlo davvero e a portare quella connessione profonda che scioglie le criticità nella comunicazione e nel conflitto e porta a soluzioni condivise.
È infine, cosa non da poco, alla portata di tutti.

In modo semplice, diretto ed efficace, la CNV ci aiuta ad ascoltare le nostre emozioni per riconnetterci con ciò desideriamo davvero e per ri-orientare le nostre azioni attraverso scelte coerenti con i nostri bisogni. Bisogni, ripeto, intesi non come ‘mancanze’, ma come energia di vita che si muove in noi e ci motiva.

Se sappiamo con chiarezza quali sono i nostri bisogni e conosciamo le strategie più efficaci per soddisfarli, possiamo pian piano liberarci dai nostri modelli di comportamento abituali (magari originati fin dall’infanzia) che ci obbligano a reagire nella speranza di ottenere quello che vorremo ma che di fatto ce ne allontanano. Comprendendo il nostro mondo interiore e quello degli altri nell’ottica specifica delle energie di vita che ci motivano - i bisogni - diventiamo sorprendentemente competenti nell’arricchire la vita di tutto ciò che è desiderabile e benefico, per noi e per gli altri.
Cosa faremo nei prossimi cinque minuti o tra un anno? E come lo faremo? Dipende dalla nostra capacità di ascoltare e cogliere le voci profonde delle emozioni e dei bisogni, nostre e degli altri.
Questa capacità ci porta ad essere notevolmente più coerenti con noi stessi e influenza in modo incisivo la qualità della vita.

 

Comunicazione Nonviolenta: l’anello che ci unisce

Per creare connessioni di qualità con gli altri, la CNV ci propone di adottare un linguaggio attento, pulito e sincero. Questo linguaggio è l’espressione tangibile della presenza a noi stessi e simultaneamente dell’ascolto e dell’empatia che intendiamo mettere in atto nei confronti dell’altro per comprenderne i bisogni. Intento che permane anche quando il linguaggio iniziale dell’altro non ha nulla di empatico e di accogliente (e non lo avrà fintanto che il nostro linguaggio non avrà colto pienamente quelle ‘energie di vita che lo motivano’). È la comprensione profonda dei bisogni dell’altro a creare in lui uno shift verso l’apertura e la connessione. Non sto descrivendo un processo improntato al ‘buonismo’, bensì al tentativo di dare pieno riconoscimento ai bisogni dell’altro nella consapevolezza che qualunque sia il suo comportamento, i suoi moventi sono comprensibili e legittimi.
Chiarendo e sottolineando che i moventi sono cosa diversa dai comportamenti, Rosenberg affermava che valutazioni, critiche, biasimo, giudizi, accuse e qualunque altra forma di violenza sono tutti tentativi maldestri, controproducenti, a volte tragici, di soddisfare dei bisogni umani e universali. E diceva che è da lì che dobbiamo ripartire per modificare i nostri comportamenti, che altro non sono, in questo caso, che strategie disfunzionali per soddisfare i nostri bisogni.

 

Qui, un assaggio della CNV in pratica: iI classico modello di base in 4 passi, - chiamato ‘OSBR’ - basato su una comunicazione genuina e rispettosa, priva di qualunque forma di giudizio, accusa, disapprovazione o pretesa.

 

  1. OSSERVAZIONE
    Descrivi la situazione o il fatto riguardo al quale vorresti apportare un cambiamento, nel modo più oggettivo possibile, astenendoti dall’esprimere valutazioni e interpretazioni.
    QUANDO OSSERVO, VEDO, INTENDO CHE…(es.: mentre ti parlo scorri il dito sul tuo cellulare)
  2. SENTIMENTI
    Ascoltati ed esprimi quali sono le tue emozioni in relazione a quel fatto. MI SENTO…(es.: irritata e frustrata)
  3. BiISOGNI
    Ascoltati e rispondI alla domanda: quali bisogni hanno provocato quelle emozioni?
    PERCHÈ HO BISOGNO…(es.: di ascolto e considerazione)
  4. RICHIESTA
    Formula una richiesta di azioni/comportamenti che soddisfino i tuoi bisogni attuali in relazione al fatto descritto al punto 1. Formula la tua richiesta in modo chiaro, concreto, positivo e nel presente.
    MI PIACEREBBE CHE / SARESTI DISPOSTO A …(es.: posare il cellulare e darmi piena attenzione per 10 minuti?)

 

La CNV è quindi uno strumento per comunicare bene? È un’arte di vita, dicevo, che come tutte le arti, si pratica. Ed è innegabile che l’allenamento sia un connotato specifico e fondante della CNV. Si, perché a me quest’arte pare straordinariamente semplice, come camminare. Ma per chi vuole raggiungere la vetta dell’Everest, camminare diventa uno scalare che richiede impegno, perseveranza, fatica. Con tutta la gioia e la delizia d’impegnarsi in quel percorso emozionante, con tutta la bellezza di vibrare all’unisono con la natura, con il profondo senso di libertà, con l’eccitazione di questa sfida forte, maestosa come il monte stesso.

Camminare è semplice, ma a seconda dell’allenamento che abbiamo e dell’impegno che mettiamo in campo, raggiungiamo luoghi diversi.
L’allenamento fa la differenza: questa è una buona notizia. Per essere vissuta bene, la vita va compresa e per essere compresa, va ‘macinata’. È l’esperienza vissuta, con tutto il suo carico di fatica (accompagnata di volta in volta da emozioni piacevoli o spiacevoli) che ci porta nel cuore dell’esistenza e del suo significato.
È una buona notizia (ma questo è solo un piccolo inciso per rimettere le cose in prospettiva) nei confronti di quella parte dei tanti ricercatori spirituali di nuova generazione che vendono facili soluzioni ai malesseri della vita e che sfornano ricette per illuminazioni veloci: così possono riprendere il posto che a loro compete. Né più in su, né più in giù. Bypassando qualità come la perseveranza, la determinazione e la fatica del diventare pienamente umani, rischiano infatti di dimenticare che i cammini lunghi ci segnano, non così le passeggiate, anche se sul momento ci donano benessere e vitalità.

Nella CNV spostiamo continuamente lo sguardo tra il ‘dentro’ e il ‘fuori,’ in un’alternanza continua tra il nostro spazio interiore in cui si muovono emozioni e bisogni da una parte e il mondo esterno, fatto di scelte, azioni concrete e relazioni con gli altri dall’altra. Queste immersioni cicliche nel ‘dentro’ fungono da potente riequilibrante dell’orientamento compulsivo di moltissimi di noi verso il mondo esterno - teso alla performance e al raggiungimento dei risultati - che spesso porta il marchio di un drammatico  scollamento da noi stessi e dagli altri.

Queste semplici ma ricorrenti immersioni quotidiane nella nostra interiorità, effettuate con l’aiuto di semplici passi basati sull’ascolto empatico di noi stessi, hanno il potere di restituire senso alle nostre azioni, di ricollegarci ai nostri valori, di allargare la prospettiva rispetto agli eventi e alle scelte fatte o ancora da fare.

La CNV è una sfida: nel corso di divergenze e conflitti quotidiani, nei miei tentativi - riusciti o meno - di comunicazione empatica e non violenta, tocco con mano ogni giorno quanto sia difficile, nel pieno dell’attivazione emotiva legata al disaccordo, dimorare, come diceva Victor Frankl, in quello spazio tra lo stimolo e la risposta in cui risiedono il nostro potere, la nostra crescita e la nostra libertà.

Oggi per me la CNV è un cammino pieno di luce all’orizzonte e ricco di tanti passi di pace e di umanità.