Le origini e l’essenza dello yoga

L'essenza dello yoga

Lo yoga costituisce una delle sei scuole di pensiero dell’India antica, conosciute come Dharshana e generatesi dai Veda , i testi rivelati, fonte di tutto il pensiero indiano. Darshana – dalla radice drsh, vedere – indica uno specchio: circoscrivendo il suo campo d’interesse e offrendo un proprio punto di vista sull’esistenza, ognuna di queste scuole ‘riflette’ una sfaccettatura della realtà.

Nello specifico, lo yoga si interessa della natura della mente. Esplora il suo funzionamento, elabora metodi per portarvi ordine, indaga le cause della sofferenza e i mezzi  per superarla, e soprattutto, dispiega la sua indagine sugli strumenti che portano verso la realizzazione delle più alte potenzialità umane, verso la piena conoscenza-comprensione della realtà e verso la libertà interiore.

La scienza dello yoga è stata sistematizzata da Patañjali, personaggio storico di cui si conosce poco, e che presumibilmente visse nel secondo secolo prima dell’era cristiana. Viaggiando attraverso il continente indiano, Patañjali venne a contatto con le varie forme di yoga allora esistenti, le assimilò e le sistematizzò nello yoga classico, conosciuto anche come Râja yoga.

Le tecniche psicofisiche dello yoga

Il cammino evolutivo dello yoga si avvale di un insieme ampio e articolato di tecniche corporee, respiratorie e mentali, che conducono verso la conoscenza e la padronanza di sé e lo sviluppo delle proprie potenzialità.

Lo yoga promuove un stato di unità: il termine yoga significa infatti unità, relazione. Questo stato - realizzato attraverso l’integrazione di mente, corpo e respiro - comporta un potenziamento e un affinamento dell’attenzione, favorisce il rilassamento nell’azione e pone le basi per una maggiore stabilità emotiva e un benessere globale.

Tra le innumerevoli tecniche dello yoga, le più universalmente conosciute e praticate sono:

  •  Âsana: posizioni e movimenti consapevoli, realizzati attraverso l’armonizzazione di giusto sforzo e rilassamento, accompagnate da un respiro lento e cosciente. La pratica di âsana rende il corpo più vitale, lo libera dalle tensioni e ne sostiene la salute.
  • Prânâyâma: controllo del respiro, realizzato attraverso precise modalità di respirazione. Il prânâyâma favorisce la purificazione del sistema energetico e pone le basi per una maggiore stabilità emotiva.
  • Dhâranâ: focalizzazione dell’attenzione, realizzata attraverso la pacificazione mentale e la progressiva riduzione delle distrazioni. Allena la capacità di fermarsi e di stare nel presente. Promuove la capacità di padroneggiare le proprie forze psichiche, condizione indispensabile a qualunque cammino evolutivo.

La tradizione Viniyoga

Il Sâmkhya - uno dei sei sistemi filosofici dell’India - ricorda che quando piove, accadono cose diverse a seconda del luogo. Se piove sull’oceano, non succede nulla; se la pioggia cade su un terreno inaridito, riporta la vita; se la stessa pioggia cade su un campo prima della mietitura, rovina tutto il raccolto. Qui la pioggia è senza effetto, là promuove e sostiene la vita, altrove porta distruzione. 
Nell'insegnamento dello yoga, il rischio è quello di suggerire stili di vita e di proporre tecniche psicofische in modo meccanico e standardizzato, senza considerare il contesto, senza preoccuparsi di adattare forme e contenuti d'insegnamento all’individuo, alle sue condizioni psicofisiche, alla sua età, alle sue esigenze, alla sua cultura.

Il termine viniyoga evidenzia l’importanza della gradualità, del contesto e dell’adattamento nell’insegnamento dello yoga. Poiché lo yoga non è fine a se stesso ma è strumento al servizio della persona, lo scopo della pratica non è la performance di una data posizione a tutti i costi, né l’ottemperanza dell’individuo alle rigide prescrizioni di un manuale divulgativo sullo yoga. Poiché il fine dello yoga è la persona con le sue caratteristiche e aspirazioni, è la sua crescita, è il suo benessere, generato da una vita più consapevole e responsabile, ne consegue che trasmettere lo yoga non può esaurirsi nella proposta di tecniche stereotipate e uguali per tutti.

Trasmettere lo yoga significa invece attivare un processo di catalizzazione del cambiamento positivo, facendo uso di una pedagogia intelligente e sensibile, fondata su un percorso pensato, adattato e graduale e, soprattutto, offrendo alla persona la possibilità di una relazione umana - prima ancora che d'insegnamento - caratterizzata da vicinanza, attenzione e rispetto.

L'insegnamento individuale: un aiuto prezioso per ritrovare la salute

Gli orientamenti della medicina ufficiale e dello yoga sono, per molti versi, complementari. La prima si basa sullo studio della patologia e il secondo si fonda sulla comprensione dei meccanismi che sostengono la salute. Lo yoga si pone quindi come efficace strumento di prevenzione.

Quando invece l'equilibrio del corpo s'incrina, la pratica dello yoga consente di sostenere l'intelligenza del corpo, favorendo e accelerando il processo verso la guarigione. In questo senso, lo yoga può dare un suo contributo in campo terapeutico, operando con un ruolo di supporto e in sinergia con le varie terapie che vengono utilizzate in campo medico. Può essere efficacemente applicato in problemi di vario tipo, come dolori di schiena, problemi digestivi, insonnia, asma e gran parte dei disturbi cronici più comuni.

Nello yoga non esistono ricette pronte per ogni disturbo; è innanzitutto l’insieme delle caratteristiche specifiche di ciascuno a determinare quale sarà la pratica più idonea, e solo secondariamente il tipo di problema. Poiché ognuno ha una sua individualità, una valida  pratica di yoga non può prescindere da un approccio mirato e personalizzato – e dunque individuale - che consenta di individuare e  impiegare i mezzi più idonei e funzionali al sostegno della salute. 

L'insegnamento dello yoga è un'attività professionale disciplinata ai sensi dalla legge 14/1/2013 n.4.