perdono

Perdono: una panacea per mente, corpo e spirito

Dove viviamo davvero

La vera casa in cui viviamo non è fatta di muri bensì dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, convinzioni e abitudini. E soprattutto delle nostre scelte. Il luogo in cui abitiamo davvero è proprio qui, in ciò che pensiamo, sentiamo, sperimentiamo, scegliamo. Ogni giorno, ogni ora, ogni secondo. Possiamo scegliere di fare di questa casa un luogo buio e disfunzionale in cui sentirci scomodi e insoddisfatti, oppure un luogo piacevole, arioso, luminoso e pieno di agio. Il perdono è uno strumento efficace e potente per fare della nostra casa un luogo in cui metterci comodi e sentirci bene. 

 

Il paradosso dell'avversione e il perdono

Il dono che puoi farti

Il per-dono è dono per eccellenza, non ha prezzo, non implica ricompense o crediti: è gratuito e intenzionale e non implica nessun senso di superiorità o inferiorità. 
A prima vista sembra un ingiusto tributo a chi ti ha fatto del male, eppure se vuoi fare esperienza del perdono, non puoi non avventurarti oltre i concetti di 'giusto' e 'ingiusto', verso le terre più incerte e spesso inesplorate del cuore. Concetti, giudizi e pregiudizi sono categorie della mente che ostacolano l'esperienza del perdono, una zavorra che t'impedisce di alzarti in volo. 

Perdono: il dono supremo

Etimologia

La parola 'perdono' è composta da 'per' e 'dono'.
'Dono', dal latino 'donum', deriva a sua volta dal sanscrito 'dana'.
Il prefisso 'per' indica intensificazione e attribuisce un senso di completezza e di eccellenza alla parola 'dono'.
'Per-donare' è un termine di origine medievale, successivo al latino classico 'con-donare', dove 'con' aveva a volte la stessa funzione d'intensificazione del prefisso 'per'. 

Il per-dono è quindi un dono integrale, pieno, incondizionato, supremo.

Il dono del per-dono

Uno spazio per comprendere e vivere il perdono inteso come valore universale e laico, aldilà di ogni religione o morale.

Qui puoi scoprire che il perdono non è dimenticare o giustificare quello che ti è stato fatto, è soltanto liberarti dalla sofferenza di quello che è successo.
Puoi renderti conto che il perdono non c'entra col buonismo, con la passività o con la debolezza e che non significa né subire, né fare finta che ciò che ti è accaduto non ti faccia male, né reprimere quello che senti.
Perché? Perché per perdonare non puoi che essere nella verità. E nel coraggio.
Puoi entrare in questo spazio col cuore raggelato oppure infranto, con la mente in subbuglio, con la giacca strappata e con le scarpe sporche, con rabbia, odio, rancore, frustrazione o desiderio di vendetta.
Puoi entrarci esattamente così come sei e come ti senti ora.